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L’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica è nato nell’ottobre 2006 a seguito dell’Accordo di Collaborazione stipulato tra l’ISPESL (Osservatorio Epidemiologico Nazionale sugli ambienti di vita) e l’Università di Verona, alla presenza del Ministro della Salute.
Riferimenti di ogni attività
- Definizione di violenza domestica formulata dall’OMS nel 1996
“ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo”
- Osservazione, rilevazione e monitoraggio attraverso gli “atti formali” registrati da Istituzioni pubbliche, anche con scopi diversi, che intercettano un atto di violenza in famiglia sono stati l’intuizione iniziali. Via via gli obiettivi si sono evoluti in analisi, interpretazioni, indicazioni per gli operatori e proposte.
- Indagine “a tappeto” e non ricorso a selezioni per campione. Tale scelta metodologica ha permesso di costruire una rete che avvia una quantificazione (e qualificazione) del fenomeno “oscuro”, agevolandone l’emersione. L’analisi degli eventi ha delineato un quadro di “criticità”: la riflessione su di esse e l’approfondimento sul quadro legislativo attuale hanno indicato la necessità di percorsi di mutamento.
L’attività dell’ONVD è oggi il risultato di un lavoro “a più mani” (universitari e criminologi, personale delle U.O. di Pronto Soccorso, Medici di Medicina Generale, personale dei Consultori familiari territoriali, operatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, Polizia giudiziaria e Magistrati). Ognuno contribuisce, per le proprie competenze specifiche, all’individuazione delle molte forme di abuso e di violenza e al tempo stesso all’indicazione degli atti operativi necessari.
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Breve nota sulla storia dello Osservatorio Nazionale Violenza Domestica |
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There are no translations available. La competenza dell'ISPESL a trattare argomenti inerenti la tutela della salute, la sicurezza e la prevenzione degli infortuni negli ambienti di vita, già stabilita dall'art. 1 del Decreto Legislativo 268 del 1993, è stata riaffermata e ampliata dal Decreto del Presidente della Repubblica del 4 dicembre 2002 n°303 che, nel configurare l'Istituto quale Ente di diritto pubblico di ricerca, stabilisce all'art. 1 che lo stesso "svolge funzioni di ricerca, di sperimentazioni, di controllo, di formazione e di informazione per quanto concerne la prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro .....". In tale ambito istituzionale, con Decreto Direttoriale del 14 giugno 2002, per volontà del Ministro della Salute, è stato costituito l'Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Salute e la Sicurezza negli Ambienti di Vita che ha finalità di studio, ricerca e promozione volte a migliorare la sicurezza negli ambienti di vita.
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Presentazione dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica
Il lavoro sul quale da alcuni anni siamo impegnati somiglia a quello del paleoarcheologo: in assenza di altre evidenze, di altri flussi informativi scava nel terreno alla ricerca di tracce, di residui, di scorie. Il problema della nostra ricerca sta’ tutto qui. Sulla famiglia -ristretta o allargata, patriarcale o matriarcale, centro di affetti e fatto privato piuttosto che struttura elementare della società, sulla evoluzione dell’istituzione familiare nelle forme più moderne e discusse- si è scritto molto e si continua a scrivere molto. Sulla violenza domestica, ossia su un consistente fenomeno che interessa la vita interna della famiglia, poco si trova in letteratura, carenti sono i dati in quantità e qualità, la sua visibilità è scarsa. Fatta eccezione per l’ampio spazio che alcuni episodi trovano nei media che hanno in questo caso il merito di agitare un problema altrimenti del tutto silente e il demerito di agitarlo scandalisticamente, non essendovi nulla che provochi più curiosità di un dramma entro il quale coesistono violenza e rapporti caratterizzati da intimità sessuale. La prevenzione e la perseguibilità stesse sono incerte in quanto fenomeno culturalmente percepito nella coscienza collettiva come “assolutamente” privato e di conseguenza nella giurisdizione faticosamente vissuto come fenomeno contraddittorio, non quale specifico vulnus di diritti civili e costituzionali.
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