| Breve nota sulla storia dello Osservatorio Nazionale Violenza Domestica |
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There are no translations available. La competenza dell'ISPESL a trattare argomenti inerenti la tutela della salute, la sicurezza e la prevenzione degli infortuni negli ambienti di vita, già stabilita dall'art. 1 del Decreto Legislativo 268 del 1993, è stata riaffermata e ampliata dal Decreto del Presidente della Repubblica del 4 dicembre 2002 n°303 che, nel configurare l'Istituto quale Ente di diritto pubblico di ricerca, stabilisce all'art. 1 che lo stesso "svolge funzioni di ricerca, di sperimentazioni, di controllo, di formazione e di informazione per quanto concerne la prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro .....". In tale ambito istituzionale, con Decreto Direttoriale del 14 giugno 2002, per volontà del Ministro della Salute, è stato costituito l'Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Salute e la Sicurezza negli Ambienti di Vita che ha finalità di studio, ricerca e promozione volte a migliorare la sicurezza negli ambienti di vita. Per quanto attiene la violenza domestica, l'interesse dell'ISPESL al tema nasce ed è da ricondursi al fatto che tale evento, coinvolgendo soggetti sociali "deboli" e celando atti violenti avvenuti tra le mura domestiche, risulta fortemente connesso alla tutela della salute e sicurezza negli ambienti di vita. Per tale motivo l'ISPESL in collaborazione con il Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell'Università di Verona, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, l'Azienda Ospedaliera di Verona e il Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda per i Servizi Sanitari n°1 di Trieste ha condotto un primo studio - che l'Osservatorio epidemiologico nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita, inserì nei piani di attività dell'ISPESL - i cui risultati furono pubblicati, nel dicembre 2005, con il titolo "La violenza domestica: un ossimoro da comprendere e da svelare". L'indagine in questione permise di raccogliere ed elaborare informazioni relative alle violenze domestiche, esplicitamente definite come tali e avvenute sia a domicilio che in conseguenza di liti e aggressioni da parte di "familiari" (perciò non necessariamente all'interno delle mura domestiche), estrapolandole sia dai Servizi di Pronto Soccorso che dalla Procura di Verona, per il riscontro in sede penale. Sulla base di quanto emerse da tale ricerca e vista le rilevanza del fenomeno che l'OMS stima essere, riferendosi solo al genere femminile, nei paesi industrializzati, tra le principali cause di malattia e di morte, nell'ottobre 2006, a seguito dell'accordo di collaborazione stipulato tra l'ISPESL e l'Università di Verona, fu ritenuto opportuno istituire presso l'Università degli Studi di Verona una apposita struttura denominata Osservatorio sulla Violenza Domestica, che consentisse una costante osservazione e rilevazione del fenomeno con la prospettiva di ampliamento ad altre realtà del territorio nazionale. La gestione e la programmazione di tutte le attività previste dall'accordo sono coordinate da un Comitato Paritetico composto dalla prof. Marina Bacciconi del Dipartimento Medicina e Sanità Pubblica, per l'Università, dal dott. Patrizio Erba Direttore dell'Osservatorio Nazionale Epidemiologico sulla sicurezza e la salute negli ambienti di vita e dalla dott. Alba Rosa Bianchi dell'Osservatorio medesimo per l'ISPESL |







